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FRANCISCUS

«Miserando atque eligendo»




FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
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FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»
FRANCISCUS «Miserando atque eligendo»

GENESI DELL'OPERA

Franciscvs – Miserando atque eligendo: la misericordia scolpita nel legno del naufragio


Un’opera unica al mondo.
Il maestro Domenico Sepe, scultore napoletano di profonda sensibilità artistica e spirituale, firma Franciscvs – Miserando atque eligendo, una scultura monumentale dedicata a Papa Francesco. Alta circa due metri e realizzata in bronzo con la tecnica della cera persa, l’opera incarna la visione di una Chiesa in cammino, umile e compassionevole, fedele al motto episcopale del Pontefice: Miserando atque eligendo.

Il Papa in cammino: tra pietra e Legge.
La figura del Pontefice è scolpita nell’atto del cammino, con lo sguardo rivolto al futuro e i piedi poggiati su due lastre in bronzo che simulano la pietra. Queste simboleggiano la pietra di Pietro, fondamento della Chiesa, e le Tavole della Legge, pilastri spirituali e morali del cristianesimo. Un gesto che unisce tradizione e profezia.

Il pastorale di Steccato di Cutro: il legno che racconta il dolore.
Elemento centrale e irripetibile dell’opera è il pastorale, realizzato con legno grezzo proveniente dai relitti del naufragio di Steccato di Cutro, tragedia avvenuta nel febbraio 2023. Sormontato da una croce legata con corde, il pastorale diventa simbolo di naufragio e resurrezione, di denuncia e speranza.
Quel legno, intriso di memoria e sofferenza, è stato scelto per rappresentare il cuore pulsante dell’opera: la compassione cristiana che abbraccia gli ultimi, i migranti, i dimenticati. È un gesto artistico che si fa preghiera, che trasforma la materia del dolore in icona di redenzione.

Il mantello che si fa saio: Francesco nel vento dello Spirito.
Il mantello papale, scolpito come mosso dal vento, si trasfigura nel saio di San Francesco d’Assisi, fondatore dell’ordine francescano. Una metamorfosi che celebra la continuità spirituale tra il Santo e il Pontefice argentino, uniti da uno stesso nome e da uno stesso messaggio: povertà, fraternità, amore per il creato.

Franciscvs – Miserando atque eligendo è più di una scultura: è una testimonianza viva, un’opera unica al mondo che scolpisce nel bronzo la misericordia, la memoria e la speranza. Un tributo potente a un Papa che parla con i gesti, e a un’umanità che cerca ancora salvezza tra le onde.

Modellato in argilla
Modellato in argilla
Modellato in argilla
Il legno del naufragio
Il legno del naufragio
Il legno del naufragio
La cera
La cera
La saldatura
Il legno del naufragio nel bronzo
Il legno del naufragio nel bronzo
Il legno del naufragio nel bronzo

D10S DIEGO ARMANDO MARADONA

PRIMA SCULTURA AL MONDO DOPO LA MORTE

STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO
STATUA MARADONA STADIO

GENESI DELL'OPERA

D10S DIEGO ARMANDO MARADONA

BRONZO 2020 \2021


La scultura dedicata a Diego Armando Maradona, realizzata dallo scultore napoletano Domenico Sepe, nasce come un atto d’amore e di riconoscenza verso un’icona che ha segnato profondamente la storia e l’identità di Napoli. L’opera prende forma nel laboratorio di Afragola, dove Sepe lavora ininterrottamente per dieci giorni un numero simbolico che richiama la maglia numero 10 indossata dal Pibe de Oro.

Ispirata ai canoni dell’arte classica greca, la statua in bronzo alta due metri raffigura Maradona in un gesto atletico, dinamico, simile a un moderno Discobolo. Il volto è quello del Maradona degli anni d’oro, con la chioma riccioluta e lo sguardo fiero, mentre compie un dribbling che lo eleva verso l’Olimpo del calcio⁽¹⁾. Sepe ha voluto immortalare il talento puro del campione, lasciando da parte le ombre della sua vita privata, per restituire alla città un simbolo di riscatto e orgoglio.

L’ispirazione dell’artista affonda le radici nella sua infanzia: da bambino, Sepe andava allo stadio con il padre per tifare Maradona, vivendo ogni partita come una festa collettiva. Per lui, Maradona non era solo un calciatore, ma un eroe popolare, capace di sfidare il potere e dare voce a un’intera città.

La statua è stata pensata come dono alla città di Napoli, un tributo eterno che potesse ricordare Maradona come un Apollo moderno, fiero e immortale. La sua collocazione ideale è nei luoghi simbolici del culto maradoniano: lo stadio San Paolo-Maradona o i Quartieri Spagnoli, dove il mito vive ancora nel cuore della gente.



MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S
MODELLO STATUA MARADONA D10S

CRISTO RIVELATO

OPERA DI DOMENICO SEPE, COLLEZIONE CICCONE

CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE
CRISTO RIVELATO BRONZO TORREMAGGIORE

GENESI DELL'OPERA

MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO

CRISTO RIVELATO

BRONZO 2019 \ 2021


IL Cristo Rivelato di Domenico Sepe rappresenta la completezza del ciclo dedicato alla figura di Cristo. Il valore simbolico che veicola è accuratamente compiuto: la metafora della narrazione della vita di Cristo nella sua interezza è evocata nell’atto della resurrezione, nel suo primo respiro di sofferenza.

Cristo uomo abbandona ogni passione umana con la morte fisica, tuttavia lo stupore, il dolore, la paura mista a sgomento sono le suggestioni che suscita il Cristo Rivelato . Le espressioni così umane in una prospettiva metaforica assumono un valore ancora più pregnante. Il gesto sospeso della mano a mezz’aria è simbolo dello stupore umano di fronte all’invisibile, della terra che incontra il cielo, un istante troppo intenso per non provocare anche sgomento e paura. Disorientamento, sofferenza, opposizione, trovano il loro spazio narrante nella parte “ spoglia” del corpo di Cristo, come nudo è l’uomo di fronte alla Rivelazione. La parte di corpo velata cela il divino sentire, che si intravede drammaticamente grazie ad un virtuosismo formale e si figura come spazio del sacro, dove il Cristo accoglie l’eterno. L’abbandono della mano e le velature in una lettura simbolica rappresentano il Dogma, il segreto divino che viene intravisto e accettato, mai conosciuto nello spazio del reale. Lo splendore tragico del corpo ci parla raccontando in un solo gesto, in un solo atto, una complessa visione e il bronzo si fa carne.



Daniela Marra



RIFERIMENTO AL SAMMARTINO


L'artista spiega il senso della sua opera: «Ho voluto rappresentare il primo respiro di Cristo che ritrova la vita, ma essendo uomo, anche la sofferenza in senso fisico, di un corpo che si riappropria delle sue funzioni vitali. Nella mano che sposta il panno, inoltre, c’è tutto il senso della rivelazione da dare all’umanità. La statua è anche un’opera autobiografica – prosegue - che racconta le risurrezioni della vita, quando rinasciamo dopo la sofferenza. È successo anche a me quando da ragazzo ero smarrito e ho trovato la fede in un colloquio con un frate». Da Rivelato a Velato non si può non pensare al Cristo del Sammartino che è a pochi passi da qui. «La mia opera – aggiunge lo scultore - è un omaggio fatto con grande umiltà al Cristo del Sammartino, mi sono ispirato certamente nella velatura, ma mantenendo la mia espressione artistica e le caratteristiche dei miei materiali e le mie tecniche»

MODELLO CRISTO RIVELATO
MODELLO CRISTO RIVELATO

FRATEL BIAGIO

OPERA DI DOMENICO SEPE

FRATEL BIAGIO CONTE

BRONZO 2023 


L’artista campano Domenico Sepe, sui social ha mostrato alcune foto di una suascultura dedicata al missionario laico palermitano, Biagio Conte, scomparso lo scorso 12 gennaio.

“In un periodo come questo, in cui siamo bombardati da notizie di mafia, omertà e corruzione, abbiamo bisogno di esempi di vita come quello di Biagio Conte” spiega l’artista.

Ha conosciuto tempo fa la figura del missionario, attraverso articoli e altre notizie.

“Dopo la sua morte, però – racconta -, mi è capitato di vedere su TikTok un’intervista in cui raccontava le motivazioni che lo avevano spinto a fare lo sciopero della fame. Ho pianto. E non mi vergogno di dirlo”.

Da lì, poi, Sepe si ritrova a dover iniziare una nuova opera. Un blocco di argilla da cui non sa ancora cosa verrà fuori.


FRATEL BIAGIO CONTE DI DOMENICO SEPE
FRATEL BIAGIO CONTE DI DOMENICO SEPE
FRATEL BIAGIO CONTE DI DOMENICO SEPE
FRATEL BIAGIO CONTE DI DOMENICO SEPE
FRATEL BIAGIO CONTE DI DOMENICO SEPE

GALLERIA

Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Il Velo della Veronica
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
GIACOBBE E L’ANGELO: SCONTRO E INCONTRO CON IL DIVINO
Domenico Sepe si confronta in Giacobbe e l’Angelo con il tema biblico che narra l’episodio della Genesi composto di più momenti narrativi: l’incontro di Giacobbe con l’angelo, la lotta lunga tutta una notte e la benedizione di Giacobbe. L’artista sceglie di evocare in un solo atto il movimento della narrazione intera, fondendo la sequenza della lotta e la compenetrazione del divino nell’umano attraverso la benedizione. La storia di Giacobbe e
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Lotta tra Giacobbe e l'Angelo
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velum
Velum
Velum
Velum
Velum
Velum
Velum
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Velum
Velum
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Maternità
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
Lilith
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Lilith
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Lilith
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Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Battesimo di Cristo
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Giacinto Gigante
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Vincenzo Gemito
Modello in argilla
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto
Cristo Deposto

COLLEZIONE OPERE 2025

Lega bronzea

Alluminio

Mosè
Presso
“La Materia e L'Eterno” a San Giovanni Maggiore.
Mosè
Presso
“La Materia e L'Eterno” a San Giovanni Maggiore.
Mosè
Presso
“La Materia e L'Eterno” a San Giovanni Maggiore.
Mosè
Presso
“La Materia e L'Eterno” a San Giovanni Maggiore.
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla in fase realizzativa anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Mosè
Modello in argilla, anno 2019
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Modello in argilla
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Fase della cera, fusione a cera persa
Perdona Loro
Lega bronzea patinata verde scavo
Perdona Loro
Lega bronzea patinata verde scavo
Perdona Loro
Lega bronzea patinata verde scavo
Perdona Loro
Lega bronzea patinata verde scavo
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope morente
Sirena Parthenope morente
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Napoli Rivelata
Estasi di Maria Maddalena
Estasi di Maria Maddalena
Estasi di Maria Maddalena
Estasi di Maria Maddalena
Estasi di Maria Maddalena
Modello in argilla
Estasi di Maria Maddalena
Estasi di Maria Maddalena
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Sirena Parthenope
Versione Alluminio
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Sirena Parthenope Rinascita
Vacua Omnia
Alluminio fuso a cera persa
Vacua Omnia
Alluminio fuso a cera persa
Vacua Omnia
Alluminio fuso a cera persa
Vacua Omnia
Alluminio fuso a cera persa
Vacua Omnia
Alluminio fuso a cera persa
Sirena Parthenope morente
Sirena Parthenope morente
Sirena Parthenope morente
Sirena Parthenope morente
Sirena in alluminio
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Sirena in alluminio
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Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto
Divino Segreto
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Divino Segreto argilla cruda
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Vacua Omnia
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Velata Napoli
Ulisse argilla cruda
Ulisse argilla cruda
Ulisse argilla cruda
Ulisse argilla cruda
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Cristo nel miracolo di Lazzaro
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda
Sirena in argilla cruda

ARGILLA CRUDA

LA PITTURA

BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
EDUARDO
EDUARDO
DIPINTO AD OLIO SU TELA
DIPINTO AD OLIO SU TELA
EDUARDO ACRILICO
EDUARDO ACRILICO
EDUARDO
EDUARDO
PINO DANIELE
PINO DANIELE
IAN FLEMING ACRILICO
IAN FLEMING ACRILICO
IAN FLEMING ACRILICO
IAN FLEMING ACRILICO
EDUARDO
EDUARDO
OMAGGIO A CANOCA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOCA OLIO SU TELA
LA BOTTEGA
LA BOTTEGA
BUD SPENCER
BUD SPENCER
BUD SPENCER
BUD SPENCER
OMAGGIO A CANOCA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOCA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
OMAGGIO A CANOVA OLIO SU TELA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
RITRATTO AL VESCOVO DI CATANIA RENNA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
BATTESIMO DI CRISTO OLIO SU TELA
DON PUGLISI CATANIA
DON PUGLISI CATANIA
DON PUGLISI CATANIA
DON PUGLISI CATANIA

MONUMENTI  E OPERE PUBBLICHE

VITTORIA ALATA 

SANREMO 2018


A Sanremo c’è la “Vittoria Alata” sul basamento del monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale di Sanremo, la scultura rimossa nel 1942. Il Maestro d’Arte Domenico Sepe, scultore napoletano e attualmente docente di storia dell’arte, disegno ed educazione artistica ad Afragola, ha ridato vita ad un simbolo scultoreo di cui si sono perse le tracce fino alla seconda Guerra Mondiale.

La magnifica scultura raffigura una donna a cavallo che brandisce una spada con i condottieri ai suoi piedi, ispirata all’opera realizzata dal Pasquali nel 1923 alla presenza di Vittorio Emanuele III e della Regina Elena.

Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata
Vittoria Alata

PAOLO ROSSI

STADIO MENTI VICENZA 2023


L’opera, realizzata dall'artista Domenico Sepe a grandezza naturale, è stata collocata nei pressi dell'impianto, dove è stata realizzata la piazza pedonale a lui dedicata, Largo Paolo Rossi


Nel giorno del 121esimo anno dalla sua fondazione, il L.R. Vicenza ha inaugurato la mattina del 9 marzo la statua di Paolo Rossi, il calciatore campione del Mondo al Mundial in Spagna del 1982 scomparso il 9 dicembre 2020 e giocatore simbolo dei biancorossi


La statua, posta davanti allo Stadio Romeo Menti in Largo Paolo Rossi, l'area pedonale a lui dedicata dopo la sua scomparsa, e indossa la maglia biancorossa numero 9, in ricordo del numero della maglia di Pablito quando militava nelle file del Lane.

PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
STADIO MENTI DI VICENZA
PAOLO ROSSI VICENZA CALCIO
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
PAOLO ROSSI
STADIO MENTI DI VICENZA

PORTONE CENTRALE IN BRONZO DELLA CHIESA DELLA LIBERA - INDIPRETE CASTEL PETROSO 2024


Concezione dell’opera scultorea

La porta è concepita dall’artista Domenico Sepe per essere osservata partendo dal basso verso l’alto in una composizione che assurge ad un ruolo figurativo e simbolico tutto incentrato sulla figura della Vergine Maria.

In basso si trova il monogramma mariano le cui due lettere “intrecciate” A ed M rappresentano sia l’espressione latina “Auspice Maria”, ossia “sotto la protezione di Maria”, e sia “Ave Maria”, il richiamo implicito al saluto che l’arcangelo Gabriele rivolse alla Madonna quando le annunciò che sarebbe divenuta la Madre del Salvatore.

Immediatamente sopra è posta la formella dedicata a “Maria della Libera” (a sinistra) ed alla

Madonna Addolorata (a destra). La scelta non è casuale: se la prima ricorda le origini, “le fondamenta” e il prodigio che ha portato alla dedicazione del tempio, dall’altra vi è la rappresentazione della Pietà quale rimando al mistero salvifico cristiano a cui questa terra è legata dall’apparizione con il Cristo morto tra le braccia.

Rispetto al dipinto conservato all’interno della Chiesa, benché la composizione rimanga pressocché inalterata, qui si distingue una diversa interpretazione figurativa della Madonna della Libera e degli attori presenti dettata dalla sensibilità e personalità dell’artista.

Di Domenico Vacca


VELUM

VILLA COMUNALE SANT'ANTIMO 2024


Velum,rappresenta un volto velato con delle radici alla base che simboleggiano la genesi dell’opera.

Le radici ricavate dai “getti” elementi che consentono il passaggio del metallo nella fase di fusione.

Questa scultura ha un significato simbolico: il velo che copre il volto rappresenta il mistero e il segreto, mentre le radici che si intrecciano alla base simboleggiano la forza interiore e la crescita che hanno portato alla nascita di questa opera.

I dettagli scolpiti e l’espressione enigmatica del volto velato rendono “Velum” un’opera profonda e suggestiva, che invita lo spettatore a riflettere sul significato della propria esistenza e delle proprie origini.

Spero che questa scultura possa ispirare e emozionare chiunque la guardi, e che possa donare speranza e bellezza nel mondo.

Vi invito a venire a scoprire “Velum” di persona nella villa comunale di Sant’Antimo e a lasciarvi conquistare dalla sua bellezza e dal suo fascino. Sono sicuro che questa opera saprà catturare il vostro cuore e la vostra mente.

MONUMENTO EMIGRANTE MINATORE

SAN NICOLA DI CANTOLA 2022


La statua,inaugurata il 6 dicembre 2022, rappresenta la storia, la vita e i sacrifici degli emigranti minatori di San Nicola di Centola.

L’evento, promosso dalla Fondazione con la collaborazione della cittadinanza tutta, vuole essere un momento di festa e aggregazione, ma anche di riflessione sul fenomeno dell’emigrazione e in particolare sulla travagliata epopea dei minatori sannicolesi che, per assicurare prosperità alle loro famiglie, affrontarono, sopportandole, dure condizioni di lavoro che in mancanza delle più elementari condizioni di sicurezza e salvaguardia della salute, provocarono la diffusione di una letale malattia, la silicosi.

La giornata di ricordo dei numerosi minatori sannicolesi deceduti – e i cui nomi sono riportati su un lato del piedistallo dove poggia la statua




PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
BASSORILIEVO MODELLO IN ARGILLA
BASSORILIEVO MODELLO IN ARGILLA
BASSORILIEVO MODELLO IN ARGILLA
MODELLO IN ARGILLA
BASSORILIEVO MODELLO IN ARGILLA
BASSORILIEVO MODELLO IN ARGILLA
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
PORTONE IN BRONZO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO SANT'ANTIMO
VELUM IN ALLUMINIO IN BOTTEGA
MONUMENTO EMIGRANTE
MONUMENTO EMIGRANTE
MONUMENTO EMIGRANTE

MONUMENTO HAEREDITAS AETERNA

MASSA DI SOMMA  2025


Nomen Omen

“Si chiamava Grazia Myriam ovvero, Grazia piena di grazia ...ed era esattamente così!

Illuminava le stanze in cui entrava e la vita delle persone che incontrava.

Per sua propria natura era estremamente elegante. Qualsiasi cosa indossasse, su di lei aveva un effetto wow,

pur essendo modesta, anche nella scelta di portare i capelli corti e solo un filo di rossetto. Anche nostro padre aveva il destino scritto nel suo nome : Pietro !

Come disse Gesù: la pietra su cui costruire la sua Chiesa ; papà è stato la nostra. Era un visionario appassionato...niente e nessuno lo spaventava e non conosceva fatica per raggiungere la sua meta.

È partito dal nulla costruendosi prima un’ istruzione, poi una professione, la sua famiglia ed infine la “ quarta “ figlia : la Clinica.”

L’ispirazione che ha dato vita all’opera.

Opera di Domenico Sepe

Fusa a cera persa nelle fonderie artistiche  Ruocco


MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO 2023


L’opera è dedicata ai pastai, al loro sacrificio, alla loro arte, alla loro maestria che si tramanda di generazione in generazione e ha reso grande la nostra terra. Un intervento che rappresenta un ulteriore passo verso l’idea di riqualificazione che intendiamo realizzare lungo via Roma e in tutta la città. – conclude il sindaco D’Auria – E in questa rinascita collettiva siamo tutti protagonisti, pertanto ci tengo ringraziare l’amministrazione, gli uffici comunali e tutti i cittadini che ogni giorno si prodigano e si impegnano per realizzare questo sogno e per dare sostanza e forma alla Grande Bellezza”.





DON GIUSTINO RUSSOLILLO

Parrocchia Corpus Christi e Regina del Rosario Napoli 2010


L'opera di Domenico Sepe dedicata a Don Giustino Russolilloè un monumento pubblico in bronzorealizzato nel 2010. L'opera è collocata presso la Parrocchia Corpus Christi e Regina del Rosario a Napoli e ha riscosso l'apprezzamento dell'intera comunità.

Nello scolpire la figura, Sepe si è concentrato in modo particolare sul volto, con l'intento di catturare un'espressione che riflettesse la vera essenza di Don Giustino. L'artista stesso ha dichiarato che il suo obiettivo è "trasferire un'anima" nelle sue creazioni, permettendo al volto e alle sue espressioni di suscitare emozioni in chi osserva. Questo approccio si allinea con la sua filosofia artistica di plasmare la materia per raccontare un'esperienza interiore.



SAN GIORGIO MARTIRE

MONUMENTO EQUESTRE

AIROLA 2015


Dove una volta, prima che il sisma del 1980 la distruggesse, sorgeva la chiesa arcipretale che conservava un affresco del 1713 di Cacciapoti, raffigurante la gloria di San Giorgio Martire, patrono della città di Airola, da oggi si staglia al centro di quella che una volta fu la piazza centrale una statua in bronzo del cavaliere santo che trafigge il drago realizzata dall'artista Domenico Sepe e donata dalla comunità italoamericana "San Pasquale Society" di New York su proposta del sindaco Michele Napoletano.



Nomen Omen
Nomen Omen
Nomen Omen
Nomen Omen
Nomen Omen
Nomen Omen
MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO
MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO
MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO
MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO
MONUMENTO ALLA PASTA DI GRAGNANO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
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DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire , Città del Vaticano \ Airola
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire

SAN GIORGIO MARTIRE

MONUMENTO EQUESTRE

AFRAGOLA 2004

San Giorgio Martire – Il Monumento Equestre di Domenico Sepe

Nel cuore di Afragola, a Piazza Castello, svetta con fierezza il monumento equestre di San Giorgio Martire, opera del giovane e talentuoso scultore Domenico Sepe. Realizzata nel 2004, quando l’artista aveva appena 24 anni, questa scultura rappresenta una sfida straordinaria e un trionfo artistico che ha segnato profondamente la scena culturale della città.

L’opera, interamente modellata in argilla e fusa con la tecnica della cera persa, si ispira ai grandi capolavori del Rinascimento. Il dinamismo è il suo tratto distintivo: il cavallo, colto in una posa impetuosa, trasmette tensione e movimento attraverso l’espressione viva degli occhi e la muscolatura tesa. San Giorgio, fiero e concentrato, cavalca con determinazione mentre scaglia la lancia contro il drago ai suoi piedi. La scena è carica di energia, simbolo eterno della lotta tra il bene e il male.

Questa composizione non è solo una rappresentazione mitologica, ma un manifesto di coraggio e maestria tecnica. Sepe, con audacia e visione, ha saputo fondere tradizione e modernità, consacrandosi tra i grandi artisti del suo tempo⁽¹⁾. L’opera è diventata un’icona cittadina, amata e rispettata, e ha ricevuto ampio riconoscimento anche a livello internazionale: la rivista Vogut 5, edita da Cervino Editore, ne ha celebrato la bellezza con un servizio fotografico e un testo dedicato.

Oggi, San Giorgio Martire non è solo una scultura: è un simbolo di identità, di sfida vinta, di arte che parla al cuore. Afragola lo ha accolto con entusiasmo, e continua a custodirlo come uno dei suoi tesori più preziosi.

San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
disgni preparatori del cavallo
disgni preparatori del cavallo
disgni preparatori del cavallo
5fase struttura
fase struttura
fase struttura
modellato impostazione
modellato impostazione
modellato impostazione
modellato rifinitura
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire
San Giorgio Martire

IL MIRACOLO DIDON GIUSTINO

LA GUARIGIONE DEL VOCAZIONISTA

QUARTO NAPOLI 2024


All’intercessione del beato Russolillo è stato attribuito un miracolo che lo ha portato alla canonizzazione. Sarà santo per la guarigione di un giovane vocazionista avvenuta il 21 aprile 2016 a Pozzuoli. Il religioso di origine malgascia era stato rinvenuto a terra nella sua camera in mezzo a chiazze di sangue. Subito era stato ricoverato il 16 aprile in condizioni molto gravi per danni all’apparato respiratorio.



SAN FRANCESCO

TEANO 2009

San Francesco che dialoga con la natura – Scultura in bronzo di Domenico Sepe

Nel silenzio raccolto della Chiesa di Sant’Antonio a Teano (CE), si erge una scultura che parla al cuore e all’anima: San Francesco che dialoga con la natura, opera in bronzo del maestro Domenico Sepe, realizzata nel 2009. Un capolavoro che unisce tecnica, spiritualità e poesia.

La figura di San Francesco è ritratta in un momento di profonda comunione con il creato. Sul suo braccio, una colomba si posa con grazia, simbolo di pace e armonia. Il volto del Santo, sereno e beato, riflette una bellezza interiore che trascende la materia: è lo sguardo di chi ha trovato Dio nella semplicità della natura, nella voce del vento, nel battito d’ali.

L’opera, modellata in argilla e fusa a cera persa, rivela la maestria di Sepe nel trattare il bronzo con sensibilità e precisione. Ogni dettaglio – dalle pieghe del saio alla delicatezza del gesto – è scolpito con amore e rispetto per la figura del Santo di Assisi.

La scultura fu accolta con entusiasmo dai frati francescani, che giunsero da ogni parte d’Italia per ammirarla. Anche da Assisi, cuore spirituale dell’ordine, arrivarono parole di apprezzamento per l’intensità e la purezza dell’opera. Un tributo che consacra Sepe tra gli interpreti più sensibili della scultura sacra contemporanea.

Oggi, San Francesco che dialoga con la natura non è solo una statua: è un invito alla contemplazione, un messaggio di pace, un ponte tra arte e fede che continua a ispirare chiunque lo incontri.

DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
DON GIUSTINO RUSSOLILLO
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
San Francesco
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya
MONUMENTO AI CADUTI Nassiriya

MONUMENTO AI CADUTI NASSIRYA

MELITO 2005

Monumento ai Caduti di Nassirya – Melito, 2005
Un abbraccio di bronzo che racconta il dolore della guerra

Nel 2005, nella città di Melito, in provincia di Napoli, il maestro Domenico Sepe ha dato forma a uno dei suoi lavori più intensi e toccanti: il Monumento ai Caduti di Nassirya. Un’opera in bronzo, fusa a cera persa, che non si limita a commemorare, ma racconta con forza espressiva il dramma umano della guerra. La scultura raffigura due figure centrali: un soldato che stringe tra le braccia il corpo esanime di un compagno caduto. Il gesto è potente, l’abbraccio drammatico, carico di dolore e dignità. Sepe, con la sua sensibilità artistica, ha modellato l’argilla soffermandosi sui dettagli: l’espressione del volto del caduto, il tormento silenzioso del soldato che lo sorregge, la tensione dei corpi che si incontrano in un ultimo atto di fratellanza. Questa composizione non è solo un tributo ai diciannove italiani vittime dell’attentato di Nassirya, ma un omaggio universale a tutti i caduti, a tutte le vite spezzate in nome della pace. Sepe, profondamente toccato dal tema, ha saputo trasformare il bronzo in memoria viva, in testimonianza eterna.

L’opera, collocata in uno spazio pubblico della città, è diventata un punto di riflessione e raccoglimento. I cittadini di Melito l’hanno accolta con rispetto e commozione, riconoscendo in essa non solo il valore artistico, ma anche quello umano e civile.

Con questo monumento, Sepe ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di dare voce alla materia, di scolpire emozioni, di rendere visibile l’invisibile. Un abbraccio scolpito nel bronzo che continua a parlare, ogni giorno, a chi lo osserva.


ESTASI DI SAN PIO DA PIETRELCINA

COLLE D'ANCHISE CB 2000


Nel cuore di Colle d’Anchise, piccolo borgo della provincia di Campobasso, si erge un’opera che non è solo bronzo e forma, ma rivelazione e coraggio: L’Estasi di San Pio da Pietrelcina, il primo monumento firmato da Domenico Sepe, scolpito nel 1999 e inaugurato nel luglio del 2000. A soli ventidue anni, Sepe affronta una sfida che molti artisti maturi avrebbero esitato ad accogliere: dare corpo all'estasi di Padre Pio.

Realizzata con la tecnica della fusione a cera persa, dopo un’attenta modellazione in argilla, l’opera rivela già la padronanza tecnica e la sensibilità plastica che diventeranno cifra stilistica del maestro. Ma ciò che colpisce non è solo la perizia artigianale: è l’intensità emotiva che traspare dal volto di Padre Pio, colto nel momento dell’estasi, sospeso tra terra e cielo, tra carne e spirito.

Sepe non si limita a rappresentare il santo: lo interroga. Il volto, le mani, la postura — tutto è tensione verso l’oltre. L’estasi non è quiete, ma vertigine. E in questa vertigine, il giovane scultore riesce a far emergere un dialogo silenzioso ma potente con il divino. È come se la scultura respirasse, come se il bronzo si piegasse al mistero della fede.

L’opera fu accolta con entusiasmo dalla comunità locale e dalle istituzioni religiose e civili. Non era solo un monumento: era un segno, un dono, un ponte tra spiritualità e arte. Anche la nota rivista dedicata a Padre Pio ne parlò con ammirazione, riconoscendo in Sepe una voce nuova e promettente nel panorama dell’arte sacra contemporanea.

L’Estasi non è solo la prima opera di Sepe: è il manifesto di una vocazione. Da quel momento, il maestro napoletano ha continuato a scolpire figure che parlano al cuore, che raccontano storie di fede, memoria e identità. Ma tutto cominciò lì, in quel piccolo paese molisano, dove un giovane artista osò dare forma all’invisibile.

DON GABRILELE LAUDIERO

AFRAGOLA NA 2014

L’opera di Domenico Sepe: un tributo eterno a Don Gabriele Laudiero

Nel cuore di Afragola, davanti alla chiesa di San Marco, si erge una scultura che non domina lo spazio, ma lo abita con umiltà e presenza viva. È l’opera in bronzo realizzata da Domenico Sepe nel 2014, dedicata a Don Gabriele Laudiero, figura carismatica e indimenticabile che ha segnato profondamente la vita spirituale e sociale della città negli anni’60 e’70.

Don Gabriele non fu soltanto un parroco: fu il fondatore dell’oratorio della parrocchia di San Marco, un luogo che divenne rifugio, scuola di vita e fucina di speranza per generazioni di giovani. La sua missione era chiara: educare attraverso la fede, il gioco e la comunità. E Sepe ha saputo tradurre questa visione in arte con una sensibilità rara.

La scelta di rappresentare Don Gabriele senza basamento, direttamente sulla piazza, è un gesto potente. Non è una figura da contemplare dall’alto, ma un uomo tra la gente, come lo era in vita. La sua postura, rivolta verso la chiesa, suggerisce una direzione, una strada da seguire: quella della fede, dell’impegno e dell’amore per il prossimo.

Accanto a lui, due bambini danno voce al messaggio dell’opera. Il primo stringe un pallone, che diventa metafora del mondo, del gioco e del futuro da costruire. La seconda, con il braccio teso verso la chiesa, sembra indicare la via, quasi a dire: “È lì che si trova il senso, è lì che si cresce”. In questo dialogo silenzioso tra generazioni, Sepe ha scolpito l’essenza dell’eredità di Don Gabriele.

Inaugurata con entusiasmo nel 2014, l’opera è diventata nel tempo molto più di una scultura: è un punto di riferimento per i giovani di Afragola, che spesso si ritrovano in quella piazza, sotto lo sguardo benevolo del loro parroco. Lì si gioca, si parla, si sogna. E Don Gabriele, nella sua forma bronzea, continua a fare ciò che ha sempre fatto: accompagnare, ispirare, amare.

MONUMENTO AI CADUTI

SANT'ANDREA DEL PIZZONE CE 2008

Monumento ai Caduti di Sant’Andrea del Pizzone
Opera di Domenico Sepe – 2008

Nel silenzio solenne della memoria, nel cuore di Sant’Andrea del Pizzone, si erge un monumento che non celebra la guerra, ma il sacrificio. Realizzato nel 2008 dallo scultore Domenico Sepe, il Monumento ai Caduti è un altorilievo in bronzo che racconta, con forza e delicatezza, il dolore e la fratellanza vissuti sul campo di battaglia.

L’opera si ispira a un’immagine potente: un soldato che sorregge un compagno ferito. Non c’è trionfo, non c’è retorica. C’è solo il gesto umano, disperato e nobile, di chi non abbandona. Sepe scolpisce il bronzo come fosse carne e anima, restituendo al visitatore non solo la forma, ma l’emozione. Il volto teso, le mani che stringono, il corpo che cede: ogni dettaglio è un frammento di verità.

Il progetto marmoreo che accoglie l’altorilievo è anch’esso firmato da Sepe. La composizione si articola in tre elementi:

- Due stele laterali: incise con i nomi dei caduti, sono colonne di memoria che custodiscono le identità di chi ha donato la vita.
- La stele centrale: ospita l’altorilievo, diventando il cuore pulsante del monumento.
- L’aquila sulla sommità: posta in alto, sembra appena giunta, come se avesse scelto quel luogo per posarsi. Simbolo di forza, libertà e vigilanza, l’aquila veglia sul sacrificio, quasi a proteggerlo.

Questo monumento non è solo un’opera d’arte: è uno spazio di raccoglimento, un invito alla riflessione. Ogni elemento è pensato per dialogare con chi lo osserva, per ricordare che dietro ogni nome inciso c’è una storia, un volto, una vita spezzata.

Domenico Sepe, con la sua sensibilità artistica e storica, ha saputo trasformare il bronzo e il marmo in voce. Una voce che non grida, ma sussurra: “Ricorda”.

Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
Estasi di San Pio da Pietrelcina
rifiniture
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Don Gabriele Laudiero
Monumento ai Caduti
Monumento ai Caduti
Monumento ai Caduti
Monumento ai Caduti

MONUMENTO FUNERARIO

ASCESA DEGLI ANGELI

CASTELNUOVO DELLA DAUNIA FG 2019

Nel silenzio contemplativo del cimitero di Castelnuovo della Daunia, si innalza un’opera che fonde spiritualità, memoria e simbolismo in una composizione di rara intensità. Ascesa degli Angeli, monumento funerario realizzato da Domenico Sepe nel 2019, è una scultura in bronzo fusa a cera persa che sovrasta una cappella gentilizia concepita come una scala: metafora visiva del cammino dell’anima verso il divino.

La cappella, strutturata come una scala ascendente, diventa il palcoscenico di un racconto spirituale scolpito nel bronzo. Su di essa si muovono tre figure, ciascuna portatrice di un significato profondo:

- Il primo angelo, posto più in basso, è intento a salire. Il suo corpo è proteso verso l’alto, lo sguardo carico di speranza. Rappresenta l’anima che si eleva, il desiderio di trascendenza, il primo passo verso l’eternità.

- Il leone, anch’esso in salita, incarna la forza della famiglia, la protezione, il legame terreno che accompagna lo spirito nel suo viaggio. È simbolo di nobiltà, coraggio e radici.

- Il secondo angelo, più in alto, rivolge lo sguardo e la mano al cielo. Nella sua mano, un foglio arrotolato: simbolo dei nomi dei defunti, delle vite affidate al divino, delle memorie consegnate all’eternità. Il gesto è solenne, quasi liturgico, un atto di offerta e di fede.

La tecnica della fusione a cera persa, scelta da Sepe, conferisce all’opera una finezza straordinaria. Le superfici bronzee sembrano animate da una luce interiore, capaci di trasmettere emozione e profondità. Ogni dettaglio – dalle ali degli angeli alla tensione muscolare del leone – è scolpito con precisione e sentimento.

Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
Ascesa degli Angeli
SAN MICHELE
SAN MICHELE
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SAN MICHELE
SAN MICHELE
San Michele
San Michele
San Michele
San Michele
San Michele
San Michele

MONUMENTO A SAN MICHELE

“MI-KA-EL” CHI COME DIO?

OTTAVIANO NA 2024

San Michele di Domenico Sepe a Ottaviano
Una scultura che sfida l’iconografia per parlare al presente

L’opera di Domenico Sepe dedicata a San Michele Arcangelo, collocata ai piedi del Palazzo Mediceo di Ottaviano, ha suscitato un acceso dibattito sin dalla sua inaugurazione. Il motivo? L’assenza del braccio destro e della spada, elementi tradizionali nell’iconografia del Santo guerriero. Ma è proprio in questa “assenza” che si cela il cuore concettuale dell’opera: una provocazione, una riflessione, una chiamata al coinvolgimento attivo dello spettatore.

Un San Michele senza spada: mancanza o messaggio?

Sepe non ha semplicemente scolpito una figura mutilata: ha costruito una metafora. Il busto di San Michele è concepito come un “ritrovamento archeologico”, un frammento del passato che arriva fino a noi, privato dei suoi simboli tradizionali non per errore, ma per scelta. L’assenza della spada e del diavolo non è una lacuna, ma un invito: oggi siamo noi, cittadini e spettatori, a dover incarnare quei ruoli. La spada diventa il nostro impegno civico contro l’illegalità; il diavolo, il marcio della società, spesso amplificato dai social media

Una lettura contemporanea dell’arte sacra

In un’epoca in cui la scultura rischia di essere relegata a semplice decorazione, Sepe propone un’opera che interroga, che rompe con la tradizione per aprire un dialogo. Il suo San Michele non è un eroe marmoreo, ma un simbolo dinamico, che vive nel tempo presente. È una scultura che non si limita a rappresentare, ma che chiede di essere interpretata, vissuta, completata dallo sguardo e dall’azione di chi la osserva.

Rispondere alle critiche: arte come linguaggio aperto

Le critiche mosse all’opera, incentrate sulla presunta incoerenza iconografica, sembrano ignorare la natura stessa dell’arte contemporanea: quella di rompere gli schemi, di reinventare i simboli, di provocare pensiero. Sepe non tradisce la figura di San Michele, la rinnova. E lo fa con una perizia tecnica indiscutibile e una visione che sfida il pubblico a non restare spettatore passivo

Conclusione: un San Michele per il nostro tempo

Il San Michele di Ottaviano non è una statua da venerare, ma una scultura da interrogare. È un’opera che parla di responsabilità, di memoria, di presente. In un mondo che ha bisogno di nuovi simboli e nuove narrazioni, Sepe offre una figura che non brandisce la spada, ma ci invita a impugnarla noi stessi — contro l’ingiustizia, l’indifferenza, la corruzione.


MONUMENTO A CESARE OTTAVIANO AUGUSTO

OTTAVIANO NA 2023

Nel 2023, Domenico Sepe ha realizzato per la città di Ottaviano (NA) una scultura in bronzo dedicata a Cesare Ottaviano Augusto, ispirata all’iconografia classica romana. L’opera, pur richiamando le forme e i dettagli delle statue imperiali antiche, conserva l’identità artistica di Sepe attraverso l’uso del bronzo e la forza espressiva delle superfici. La figura dell’imperatore poggia su una pietra lavica, simbolo del territorio vesuviano, e domina lo spazio come un custode della memoria e dell’identità locale. È un ponte tra passato e presente, tra storia e contemporaneità.


CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
CESARE OTTAVIANO AUGUSTO
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini
Giacomo Mancini

MONUMENTO A GIACOMO MANCINI

COSENZA 2022 \ 2025 (NUOVA COLLOCAZIONE)

La scultura di Giacomo Mancini, realizzata da Domenico Sepe, è un omaggio potente alla figura storica e politica del leader socialista. Dopo la rimozione dalla sua precedente sede, l’opera è stata ricollocata nel 2025 sullo scalone monumentale di Palazzo de Matera, nel centro storico di Cosenza, proprio nel rione dove Mancini visse. In bronzo, con uno sguardo fiero e una postura solenne, la statua incarna la memoria di un’epoca e il legame profondo con il territorio. La nuova collocazione restituisce dignità e significato all’opera, trasformandola in simbolo civico e politico.


MONUMENTO CRISTO RISORTO 

NAPOLI 2009

Nel 2009, nel quartiere Secondigliano di Napoli, Domenico Sepe ha realizzato Cristo Risorto, un’imponente scultura in bronzo di circa due metri, fusa a cera persa. L’opera, ispirata alla statuaria greca, si distingue per l’eleganza classica delle forme e per un dettaglio di rara intensità: gli occhi del volto di Cristo sono incastonati in marmo policromo, una scelta che conferisce allo sguardo una profondità spirituale e una vitalità quasi umana. Il Cristo non è rappresentato nel dolore, ma nella potenza della resurrezione, con una postura che evoca ascesa e luce. Sepe fonde tradizione e innovazione, sacro e materia, dando vita a un simbolo che parla al cuore del quartiere e alla fede di chi lo attraversa.



Cristo Risorto
Cristo risorto
Cristo Risorto inpostazione
Cristo Risorto inpostazione
cristo rifiniture
cristo risorto laterale
Cristo Risorto
Cristo Risorto
Cristo Risorto

FONTANA DELL'AMORE

AMARSI A MATERA

MATERA 2020 (OPERA ATTUALMENTE NON ESPOSTA)

Nel 2020, Domenico Sepe ha realizzato Fontana dell’Amore – Amarsi a Matera, un’opera urbana composta da cinque statue in bronzo a grandezza naturale, ispirata alla vita quotidiana nei Sassi. Le figure raffigurano giovani ragazze che si recavano alla fontana per prendere l’acqua e ragazzi che le attendevano per scambiare sguardi e parole: un rituale semplice, ma carico di emozione, che spesso dava origine a storie d’amore. L’opera, oggi non esposta, rievoca con delicatezza la memoria collettiva e celebra l’incontro tra tradizione, sentimento e bellezza popolare. Sepe trasforma un gesto quotidiano in poesia scultorea.


Fontana dell'amore
Fontana dell'amore
Fontana dell'amore
Fontana dell'amore
Fontana dell'amore
Fontana dell'amore
Fontana dell'amore

ALLIEVO DELLA NUNZIATELLA 

SCUOLA MILITARE NUNZIATELLA NAPOLI 2022


Prima statua dedicata all'allievo della Nunziatella, ora collocata nell'antica scuola.
Dell'opera esiste una riproduzione in miniatura e riprodotta per 740 esemplari.


Nel cuore di Napoli, Domenico Sepe ha realizzato L’Allievo, la prima scultura in bronzo a grandezza naturale dedicata alla Scuola Militare Nunziatella, una delle istituzioni formative più prestigiose d’Europa. L’opera, presentata in occasione del giuramento del 237° Corso, raffigura un giovane allievo con postura composta e sguardo fiero, simbolo di disciplina, appartenenza e orgoglio nazionale. Realizzata in bronzo con la tecnica della fusione a cera persa, la scultura incarna i valori della tradizione militare e della formazione etica. Come sottolinea Sepe, “la parte vuota della scultura è quella in cui l’anima prende forma”, rendendo l’opera non solo rappresentazione fisica, ma anche spirituale. Attualmente esposta all’interno della Scuola Militare Nunziatella, l’opera è diventata un punto di riferimento per allievi e visitatori, rafforzando il legame tra arte, memoria e istituzione. Sepe scolpisce non solo un corpo, ma un ideale che attraversa generazioni.


Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
Allievo Nunziatella
STATUA MARIO MEROLA
STATUA MARIO MEROLA
STATUA MARIO MEROLA
STATUA MARIO MEROLA
STATUA MARIO MEROLA
STATUA MARIO MEROLA

MONUMENTO MARIO MEROLA

NAPOLI 2009

PRIMA OPERA AL MONDO DEDICATA AL RE DELLA SCENEGGIATA NAPOLETANA

Nel 2009, Domenico Sepe ha realizzato il primo monumento al mondo dedicato a Mario Merola, il leggendario “re della sceneggiata napoletana”. L’opera, un altorilievo in bronzo su marmo, è collocata a Napoli nei pressi di Corso Arnaldo Lucci e raffigura Merola a mezzobusto con un microfono in mano, simbolo della sua voce popolare e teatrale. Con lo sguardo intenso e l’espressione carica di pathos, Sepe ha saputo restituire l’anima dell’artista che ha portato la cultura napoletana nel mondo. L’iscrizione “V’aggio voluto bene… penzateme” completa l’opera, trasformandola in un messaggio d’amore eterno alla città e alla sua gente.


MONUMENTO A GIOVANNI PAOLO II

PORTICO DI CASERTA 2011

Nel 2011, Domenico Sepe ha realizzato una scultura in bronzo a grandezza naturale dedicata a Giovanni Paolo II, oggi esposta presso la parrocchia San Pietro Apostolo a Portico di Caserta. L’opera, unica nel suo genere, ritrae il pontefice con un’espressione intensa e autentica, capace di restituire lo spirito carismatico e umano del Santo. Attraverso la maestria della fusione a cera persa e la sensibilità del modellato, Sepe ha saputo cogliere l’anima del papa, trasformando il bronzo in voce, gesto e presenza viva.


Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II
Giovanni Paolo II

OPERE PRESSO MUSEI E CHIESE

SANTA RITA DA CASCIA IN BRASILE

TERRACOTTA POLICROMA 


Questa stupenda opera è stata realizzata dal maestro d'arte Domenico Sepe in occasione dell'erezione del santuario di santa Rita da Cascia nella città di Extrema nello stato di Minas Gerais in Brasile. Grande clamore dopo la benedizione della statua da parte di papa Joseph Ratzinger. l'evento di grande valore religioso à stato applaudito dall'intero Brasile. Le grandi aspettative sull'importanza artistica della scultura non sono state deluse. Presente il rettore del santuario padre Jose Franco, nonché l'arcivescovo della diocesi di Minas Gerais, il quale si è congratulato, per lo zelo e la grande dedizione mostrata dal nostro scultore in questo capolavoro. Tratto da centro Chiese

NAPOLI RIVELATA 

ARGILLA CRUDA

MUSEO COMPLESSO MONUMENTALE SANT'ANNA DEI LOMBARDI NAPOLI 2024


Opera ispirata al compianto del Cristo morto.

L’espressione racconta tutta la drammaticità di una Napoli che vive nel contrasto del nostro tempo, tra bellezza e mediocrità.

L’opera esposta presso il complesso monumentale di Sant’Anna dei Lombardi, Napoli.

L’esposizione si estende al Castel Nuovo - Maschio Angioino, “Rivelato, i Misteri del Sacro” a cura di Giuseppina Iacovelli.

S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
S. Rita, presso città di Extrema, stato di Minas Gerais in Brasile
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
NAPOLI RIVELATA ARGILLA CRUDA SANT'ANNA DEI LOMBARDI
BASE CERO PASQUALE BASILICA CATTEDRALE DI CERIGNOLA
BASE CERO PASQUALE BASILICA CATTEDRALE DI CERIGNOLA
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BASE CERO PASQUALE BASILICA CATTEDRALE DI CERIGNOLA
BASE CERO PASQUALE BASILICA CATTEDRALE DI CERIGNOLA

BASE CERO PASQUALE BASILICA CATTEDRALE DI CERIGNOLA


Base del cero pasquale, marmo e bronzo, Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo, Cerignola. Opera donata da Mons. Luigi RENNA, Arcivescovo di Catania, Nato a Corato (Ba). Sulla base le incisioni che indicano i bassorilievi.

RESURREXIT CHRISTUS SPES MEA

MORS ET VITA, DUELLO CONFLIXERE MIRANDO

O FELIX CULPA, QUAE TALEM MERUIT REDEMPTOREM




POLI LITURGICI  CHIESA SANTISSIMO CROCIFISSO
POLI LITURGICI  CHIESA SANTISSIMO CROCIFISSO
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POLI LITURGICI

CHIESA SANTISSIMO CROCIFISSO

ORTA NOVA FG 2020



BUSTO RELIQUIARIO DI SANT'ANTONIO

BASILICA DI SANT'ANTONIO AFRAGOLA NA 2005

Nel febbraio del 2005, in occasione della peregrinatio celebrativa del decimo anniversario dell’arrivo delle Reliquie di Sant’Antonio, i Frati della Basilica di Afragola hanno affidato al Maestro Domenico Sepe la creazione di un busto reliquiario bronzeo dedicato al Santo. L’opera, inaugurata il 12 febbraio dello stesso anno durante una solenne celebrazione eucaristica alla presenza dell’artista, rappresenta un connubio di fede, arte e tradizione.

La scultura è stata modellata inizialmente in argilla e successivamente fusa in bronzo con la tecnica antica della cera persa, conferendole una preziosità artigianale e una forte carica simbolica. A completamento dell’opera, Sepe ha aggiunto elementi decorativi in stile barocco: un’aureola sbalzata e un giglio, entrambi realizzati in oro, che esaltano la sacralità e la purezza del Santo.

Il busto è collocato su una base lignea scolpita a mano e impreziosita da foglie d’oro, che ne amplificano il valore estetico e spirituale. Al centro del petto della raffigurazione, un vetro consente di ammirare la Reliquia custodita all’interno, rendendo tangibile il legame tra l’opera e la devozione popolare.

Un dettaglio distintivo del busto è lo sguardo di Sant’Antonio: gli occhi, incastonati in vetro e rivolti verso l’alto, evocano un senso di elevazione mistica e contemplazione divina, invitando il fedele a volgere lo sguardo oltre il visibile, verso la luce della fede.



INFINITO, GIACOMO LEOPARDI

MUSEO - BIBLIOTECA GIACOMO LEOPARDI, CASALNUOVO NA 2021



Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
Busto Reliquiario di Sant'Antonio di Padova
GIACOMO LEOPARDI MUSEO
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